aggregazione d'impresa
Technapoli nella sua funzione di aggregatore di imprese, promuove e valorizza le collaborazioni fra diverse imprese che operano in settori complementari, al fine di aumentarne la competitività.
In questo ambito Technapoli:
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promuove possibili aggregazioni;
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potenzia aggregazioni di imprese già esistenti (insiemi di imprese già interdipendenti per filiera e/o interrelate);
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elabora studi specifici secondo le necessità delle PMI individuate;
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coordina l’aggregazione attraverso attività quali la definizione della forma giuridica, l’organizzazione di eventi collettivi, l’individuazione delle possibilità di sviluppo ecc.;
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svolge funzione di affiancamento nelle fasi di start up e di regime fornendo supporto amministrativo, organizzativo e logistico, selezionando personale qualificato, erogando servizi telematici;
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supporta le imprese nella definizione, impostazione e avvio di Piani integrati di sviluppo industriale.
Technapoli nella sua funzione di aggregatore di imprese, ha promosso e supportato la nascita delle società consortili S.A.M. Società Aerospaziale Mediterranea e S.F.M. Società Ferroviaria Mediterranea.
Technapoli ha supportato la S.A.M. nella definizione, impostazione e avvio di un articolato piano di investimenti industriali e attività di ricerca per oltre 53 milioni di Euro, ormai concluso.
E' poi in corso un ulteriore piano di investimenti industriali per oltre 50 milioni di Euro.
Nel settore ICT è invece in corso un’azione di aggregazione di piccole e medie imprese fornitrici di servizi avanzati, iniziativa denominata Tecno Hub.
Tecno Hub intende sviluppare un sistema di collaborazione tra le aziende grazie al quale articolare un’ampia offerta di servizi e procedure gestionali di elevato contenuto tecnologico (appunto un HUB virtuale di soluzioni), fruibili in modalità ASP ed erogabili ad una vasta platea di utenti che potranno attivare, ‘on demand’, quelle soluzioni di volta in volta più idonee a risolvere le proprie esigenze di automazione.
Negli ultimi tempi il Consorzio Technapoli, forte della sua esperienza maturata negli anni, sta conducendo una attività di animazione e di messa a sistema (in termini tecnologici ed organizzativi) di aziende e centri di ricerca, mirata allo sviluppo di programmi ed iniziative afferenti al tema dei grandi sistemi per l’astrofisica. In particolare, con una compagine mista aziende - centri di ricerca, ha promosso e gestito la partecipazione alla gara internazionale per la progettazione del componente M2 (Specchio secondario) del telescopio E-ELT (European Extremely Large Telescope), progetto coordinato da ESO (European Southern Observatory).
L’E-ELT sarà il più grande telescopio terrestre e rappresenterà la prossima generazione di telescopi ottici destinati allo studio delle atmosfere di pianeti fuori dal sistema solare.
Il telescopio avrà cinque specchi, quello principale avrà un diametro di circa 42 metri e sarà costituito da circa un migliaio di segmenti riflettenti che dovranno essere posizionati con una accuratezza nell’ordine dei millesimi di millimetro.
La sua realizzazione dovrebbe concludersi per il 2017.
A valle di questa prima esperienza qualificante e considerando le ricadute che essa a prodotto, Technapoli ha dato seguito ad una serie di programmi con l’obiettivo di incrementare sia la capacità tecnologica che industriale del cluster di aziende individuato.
In questo scenario ha promosso, in qualità di partner del cluster di imprese e centri di ricerca, la partecipazione al bando Campus dell’innovazione e all’avviso pubblico per lo sviluppo di Reti di Eccellenza della regione Campania ed al PON Ricerca e Competitività 2007-2013.
Il costante e collaborativo rapporto con l’Istituto INAF- OAC (Osservatorio Astronomico di Capodimonte), che rappresenta un naturale collegamento con le istituzioni e le agenzie che presidiano i programmi di studio e realizzazione dei grandi sistemi per l’astrofisica, ha portato Technapoli e il cluster di aziende costituito, a valutare possibili coinvolgimenti nel progetto internazionale SKA (Square Kilometer Array) per la realizzazione del più grande radiotelescopio al mondo con l’obiettivo di aumentare maggiormente le capacità di system integration del cluster con conseguenti ricadute tecnologiche ed economiche per il territorio.
Il progetto SKA si propone di costruire il radiotelescopio di nuova generazione più grande del mondo. Prevede la realizzazione di più di 1500 antenne distribuite su una superficie di un milione di metri quadrati: tutte insieme funzioneranno come un’unica, gigantesca antenna dal diametro di 3.000 chilometri.
Il radiotelescopio mira ad essere operativo entro il 2021 e produrrà enormi volumi di dati che richiederanno capacità di trasmissione, elaborazione, storage & retrieval e distribuzione alle comunità scientifiche di tutto il mondo senza eguali.
Il radiotelescopio potrebbe essere realizzato in Australia o in Sudafrica, che sono i due paesi finalisti del processo di selezione.
La scelta finale del sito sarà fatta entro il 2012 e sarà guidata da criteri quali la qualità del sito per la radioastronomia, la qualità dei servizi e delle infrastrutture disponibili localmente, e dai costi operativi.
Nel corso di una conferenza stampa tenuta nell’ambito del convegno COST (European Cooperation in Science and Technology) a Palazzo Rospigliosi a Roma il 30 e 31 marzo 2010, è stata avanzata la candidatura di Roma a sede di coordinamento del progetto.




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